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LA MEDITAZIONE COME MEZZO DI ALCALINIZZAZIONE

LA MEDITAZIONE COME MEZZO DI ALCALINIZZAZIONE

Chi medita regolarmente si ammala di meno. Le compagnie assicurative statunitensi abbassano i premi delle polizze-malattia e polizze-vita di coloro che meditano regolarmente. Meditare regolarmente abbassa il tono di ormoni dello stress

Il concentrarsi su un suono o su una singola immagine, abbassa il livello di vigilanza, portando la psiche nella direzione opposta rispetto alla reazione “scappa o fuggi o combatti “, in cui si attua la massimale attivazione fisica e mentale, con una forte stimolazione della vigilanza e dell’attenzione è una spinta acidificante molto potente del metabolismo. Insonnia, infertilità, dolori, stati ansio-depressivi, migliorano in buona percentuale.

La meditazione, essendo accompagnata da rilassamento psico-fisico, ALCANILIZZA, grazie alla diminuzione degli ormoni dello stress (adrenalina, noradrenalina, cortisone, ecc.). La diminuzione degli ormoni dello stress fa regredire quella generale risposta in attivazione dell’organismo che lo prepara ad affrontare pericoli esterni: il tono neurovegetativo passa dalla prevalenza dell’ortosimpatico  al parasimpatico; i muscoli cominciano a rilassarsi; il cuore normalizza la sua frequenza di pulsazione e la forza con cui spinge il sangue; i vasi periferici si dilatano, ed il pallore lascia il posto al colore più roseo, per la ripresa della microcircolazione sottocutanea. In altre parole tutto l’organismo va verso uno stato di quiete, quella quiete che dovrebbe essere la norma. E’ il rilassamento lo stato naturale dell’uomo.

C’è una bellissima definizione di rilassamento che ne fa ben comprendere la natura: “Rilassamento è ciò che accade quando smetto di creare tensione”. Ciò significa che i rilassamento fisico e psichico sono la condizione di base della vita umana; tale rilassamento è interrotto solo da qualche condizione che minacciano l’incolumità dell’individuo. Ma ahimè il rilassamento di fondo è una condizione che poche persone hanno.

Un pò i ritmi accelerati con i tanti impegni che nella giornata si succedono in rapida sequenza, un pò il flusso di pensieri accelerato, un pò l’uso di sostanze eccitanti (caffè, tè, alcol, ecc) tengono le persone in uno stato di perenne eccitazione., tensione, apprensione ed anche paura, perché un’eccitazione continua genera con facilità un senso di paura.  Di solito si interpreta questa condizione di tensione continua come il risultato di stimoli esterni. In parte è vero, ma altrettanto vero è che una causa importante di eccitazione viene dal corpo stesso e dall’acidosi della matrice extracellulare.

La domanda è spontanea: “Come si passa dall’acidosi della matrice  extracellulare alla tensione psichica, all’allarme fino alla paura?”

La risposta è semplice e complessa nello stesso tempo. C’è un senso, cioè una modalità informativa nel Sistema Nervoso Periferico, deputata alla percezione delle variazioni, anche minime del pH. Di solito il nostro organismo, quando ha delle funzioni che deve proteggere bene, si crea tutta una serie di meccanismi protettivi atti a mantenerli nella loro migliore condizione. La necessità di mantenere il pH nel sangue fra 7,35 e 7, 45 e quello della matrice extracellulare in una lieve alcalinità, sempre fra 7 e 7,5, comporta la messa in atto di sistemi di controllo tamponanti l’iperacidità, che sono di tipo chimico. Oltre ai sistemi tampone, l’organismo sfrutta un’altro meccanismo, che è di natura neurochimica. Infatti, nella matrice extracellulare si trovano terminazioni nervose sensoriali e neurovegetative. La loro attivazione, prodotta dalla variazione del pH circostante, genera uno spostamento verso l’attività ortosompatica, che sappiamo essere alla base delle reazioni di allerta psicofisico, rinforzata dalla percezione inconscia che “qualcosa” nell’organismo non va. Quindi, l’acidosi, diventa sia la causa di un senso di eccitazione interna che istintivamente può portare all’assunzione di cibo (con cui l’organismo spera di assumere sali minerali alcalinizzanti per tamponare l’acidosi) sia lo stimolo dell’aumento della vigilanza, per esplorare meglio l’ambiente circostante, alla ricerca di minacce da evitare o affrontare. 

Questo spiega perché l’acidosi si associ facilmente a sovrappeso e si associ a tutti i disturbi d’ansia e panico. Le emozioni sono regolate dal sistema limbico, costituito da amigdala, ippocampo, ipotalamo. La pratica regolare dell’alcalinizzazione armonizza i rapporti fra sistema limbico e la corteccia celebrale. Ne trae beneficio la nostra risposta agli eventi, che sarà più tollerante, più armonica, più equilibrata. La MEDITAZIONE è uno degli strumenti di crescita più efficaci, che può portare da una mente acida ad una mente alcalina.

Cosa si intende per mente ACIDA?

Chiamiamo mente acida l’insieme delle caratteristiche psico-emozionali che sono attribuibili ad una mente che si accompagni a pH acido della matrice extracellulare. Se una persona è acida nei suoi tessuti, ciò verrà percepito dal suo sistema limbico, che è il nostro cervello arcaico, come presenza di una minaccia. Ciò crea una mente in perenne agitazione, in apprensione, in allarme. Una mente acida è una mente rigida, che non cambia opinioni, convinzioni, posizioni prospettiche da cui vedere gli eventi. Una mente acida non “molla la presa” nelle discussioni non recede, va avanti anche quando ha il sospetto di avere torto.  

Cosa si intende per mente  ALCALINA?

La mente alcalina è propria di individui che hanno superato il senso di fatica del vivere nel quale gran parte delle persone sembrano muoversi. Chi ha una mente alcalina si alza volentieri al mattino, con un senso di riposo notturno ristoratore e di rinnovata energia da dedicare al giorno che avanza. Il ritmo interiore di chi è alcalino è più lento di quello esteriore: può fare tante cose, anche velocemente, ma internamente rimane calmo. La mente alcalina predispone all’ascolto, all’empatia, all’aiuto degli altri. La mente alcalina ha superato l’egocentrismo ed ancor più l’egoismo. Nella mente alcalina le emozioni, positive o meno, si alternano senza nessuna prevalenza: nessuna emozione prevale sulle altre…alla gioia può seguire la tristezza (se motivata da un’evento spiacevole e mai frutto di fantasie) ma sempre senza alterazioni eccessive. Ciò porta ad una flessibilità interiore che sviluppa due qualità fondamentali tipiche delle persone carismatiche: la speranza e la resilienza. La speranza è la qualità di coloro che credono incondizionatamente in un mondo migliore e di questa speranza fanno una convinzione incrollabile; la resilienza è la qualità che hanno certi metalli di piegarsi facilmente ma di non spezzarsi mai.  Avere la speranza e la resilienza come compagne della vita, rende forti, quasi invincibili: si diventa una guida per gli altri, che sentiranno di avere davanti una persona speciale. Forzando un pò il concetto, direi che il massimo dell’alcalinità si esprime con l’amore incondizionato, che è la forma più elevata di amore. Di solito infatti, ciò che noi chiamiamo “amore” è uno scambio “do tu des” ti do affinché tu mi dia, dicevano i latini; L’amore viene inteso come possesso ed è per questo che può diventare distruttivo, quando il presunto oggetto del possesso venga tolto a chi dice di amare l’altro/a. Chi vive con una mente alcalina ha anche il “cuore” alcalino, carico di buoni sentimenti, di mille attenzioni per gli altri, ma sopratutto per se stesso/a. 

Questa breve disamina delle caratteristiche della mente acida ed alcalina, mostra chiaramente quanto lo stato corporeo condizioni lo stato mentale. Si parla di malattie o disturbi psico-somatici, come se il flusso di influenze fra una parte e l’altra fosse unidirezionale: dalla psiche al corpo. C’è chi parla di malattie o disturbi sommato-psichici: anche qui la direzione fra cause e conseguenze è unidirezionale, dal corpo alla psiche. Le alterazioni psichiche, le emozioni, influenzano lo stato corporeo; il corpo influenza la psiche; in realtà queste relazioni sono circolari, perché avvengono in modo bi-direzionale e continuamente. Parlare di corpo e parlare di psiche è quasi compiere una astrazione, perché l’una senza l’altro non esistono né potrebbero esistere. 

Ci dimentichiamo del corpo quando da questo non riceviamo segnali di richiamo che attraggono la nostra attenzione su questa o quella zona, perché bisognosa d’aiuto. Quando il corpo sta bene, quando i recettori sensoriali, i chemocettori (recettori chimici), i rettori neurochimici (come quelli del pH) sono silenti, quando cioè non sono sollecitati in modo inteso, ci dimentichiamo di avere un corpo. Questo “silenzio” dei vari recettori genera rilassamento, benessere, pace, gioia. 

Quando il corpo entra in uno stato di disfunzione, del pH o di altri parametri importanti per la vita, scatta il senso di allerta, di apprensione, di allarme e si va verso l’acidità mentale. La non conflittualità fra mente e corpo genererà una mente alcalina; la conflittualità fra mente e corpo genererà una mente acida. 

Tratto dal libro: Vivere Alcalini, Vivere Felici di Andrea Grieco. 

 

"Poichè tutto è un riflesso della nostra mente, Tutto può essere cambiato dalla nostra mente."

Buddha